Andrea Mantegna, Lamento su Cristo morto (1490)

Andrea Mantegna (1431-1506)


Andrea Mantegna, uno dei principali artisti rinascimentali attivi nel nord Italia. nacque a Isola di Carturo (dal 1963 Isola Mantegna) verso la fine del 1430, inizi del 1431.

Ancora bambino viene accolto, a Padova, da Francesco Squarcione, artista appassionato di archeologia classica, nella cui bottega Andrea Mantegna acquisisce una profonda conoscenza dell’arte antica, cosa che concorre alla sua formazione. A Padova, la Cappella degli Scovegni già custodiva opere di Giotto ed in quel tempo, dipingevano pittori come Paolo Uccello e Filippo Lippi, mentre famose fonderie lavoravano per Donatello. In quel clima il genio di Mantegna trovò l’ambiente adatto per sviluppare ed esprimere la sua creatività e la sua carica innovativa. Con gli affreschi eseguiti nei primi anni della sua attività, nella Cappella Ovetari, distrutta dalla guerra, il Mantegna utilizza un disegno incisivo dove le forme si stagliano nettamente sul fondo, con un profilo angoloso e con una prospettiva capace di dare monumentalità alle scene e ai personaggi che le compongono dando vita alla sua opera più rivoluzionaria.

Nel 1457 Andrea Mantegna riceve la commissione per il Polittico di San Zeno per la chiesa del Santo a Verona. e crea uno dei suoi massimi capolavori. La scena principale della Sacra Conversazione è rappresentata all’interno di un quadriportico classico. La cornice reale viene illusoriamente continuata dal portico, delimitato da colonne, in cui è racchiusa la Sacra Conversazione. Il Mantegna fece aprire una finestra per illuminare la pala da destra in modo da far coincidere l’illuminazione reale con quella dipinta.

Nel 1460 Andrea Mantegna fu invitato da Ludovico Gonzaga a Mantova dove diventerà artista di corte.
Qui Mantegna lavora alla decorazione della Camera degli sposi nel Palazzo Ducale, per la quale idea una serie di grandi scene con punto di vista unico coincidente con il centro della stanza e una fonte di luce che corrisponde a quella reale, terminando gli affreschi presumibilmente nel 1474. Durante la sua permanenza alla corte dei Gonzaga, Andrea Mantegna dipinge ritratti dei personaggi di corte ed una serie di piccole tavole che in origine dovevano essere collegate tra loro, ma che oggi si trovano smembrate in vari musei.

Da ricordare “La morte della Vergine” del 1461, oggi al museo del Prado di Madrid ed il cosiddetto “Trittico degli Uffizi” di cui fa parte la famosa “Adorazione dei Magi”, del 1462. Negli sfondi dei dipinti di Andrea Mantegna ricorrono frequentemente frammenti architettonici e scultorei di età classica, come nel “San Sebastiano” dipinto nel 1480 e conservato al Museo del Louvre a Parigi. Probabilmente al periodo 1480-1490 appartiene il “Cristo morto”, la tempera su tela frutto della ricerca pittorica del Mantegna, un dipinto famoso per la prospettiva originale e conservato a Milano alla Pinacoteca di Brera. Alla fine del quattrocento, dopo due anni passati a Roma presso la corte papale, Andrea Mantegna è a Mantova dove dipinge la “Madonna della vittoria” commissionatagli da Francesco Gonzaga per celebrare la vittoria ottenuta nella battaglia di Fornovo del 1495. Nel 1497, dipinge per la chiesa di Santa Maria in Organo a Verona “la Madonna di Trivulzio”. Per Isabella d’Este, il Mantegna dipinge due tele a carattere mitologico: il “Parnaso” e “Minerva che caccia i vizi” nel 1497, ed una terza tela rappresentante la “Favola del dio Como” rimasta incompiuta per della morte de pittore il 13 settembre del 1506.

Dati Settemuse http://www.settemuse.it/pittori_scultori_italiani/andrea_mantegna.htm

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